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martes, 28 de julio de 2009

Dopo le prime visite



Dal diario di campo, una piccola considerazione dopo aver ricevuto la prima visita di amici

"Vedere l’effetto che Sarajevo ha su chi non ci é mai stato mi aiuta a ritrovare un po’ le sensazioni che ho provato l’anno scorso appena arrivata in Bosnia, e che, se devo essere sincera, non sto riprovando quest’anno. Quando abbiamo passato il confine in macchina con mio padre e subito abbiamo cominciato a vedere le prime case distrutte, lui ha cambiato faccia all’istante e gli é venuto un nodo alla gola. Queste visioni a me continuano a colpire molto, ovvio, ma é una sensazione piú distaccata, piú intellettuale che emotiva diciamo. E suppongo che in parte sia necessario, non si puó vivere costantemente al bordo del pianto. Ma non vorrei che mi stessi assuefando alla vicinanza dei segni delle tragedie da poco passate. Solo in alcuni momenti specifici il magone é tornato (ad esempio, alla vista del cimitero di Koševo, o sul Trebević) ma in ogni caso non forte come l’anno scorso. La definirei piú indignazione che magone. In ogni caso, sono sorpresa dalla velocitá con cui mi sono abituata a vivere circondata da un paesaggio cosí martoriato. La banalitá del male, come scriveva Hannah Arendt. Appena torno me lo leggo".
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jueves, 9 de octubre de 2008

Da dove inizio?

Dalla fine, logico.

Perché ho mollato il Gabinete che ero in partenza per un viaggio, era luglio, ero in vacanza. Un'altra vita.

Quindi cominciamo da ció che ci è piú prossimo. Un giovedí d'autunno, ad esempio. Possibilmente con cielo grigio (ce l'ho), rumore di muratori fuori dalla finestra (ce l'ho), digestione lenta (pure quella ce l'ho) e zero voglia di mettermi a fare quello che devo fare (ovvio che ce l'ho). Una di quelle giornate di cui puoi dire ben poco. E perché scegliere proprio un momento cosí per cercare per l'ennesima volta di rianimare questo vecchio blog ammuffito? Beh, perché senó dovrei mettermi a lavorare. Ottima ragione. Ed ecco spiegata anche la mia assenza degli ultimi mesi. Quando sei in vacanza tendi a sbattertene di scrivere sul blog, che dite?

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Andando a ritroso nel tempo, vedo l'ultimo tentativo di vincere una burocrazia universitaria che speriamo davvero ci porti qualcosa di buono, come ad esempio un bell'assegno mensile e tanto riconoscimento per gli sforzi intellettuali compiuti negli ultimi mesi. E sto karma negativo se ne andasse a fanculo.

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Vedo nuove, inaspettate porte schiudersi al mio passaggio - il che mi fa pensare che forse ho sbagliato un paio di mosse nella vita e avrei dovuto dedicarmi ad altro, cosa che per altro sono ancora in tempo a fare (under 30... una collegiale, praticamente!) - ma poi come giustamente dice la mia santa mamma "non hai sbagliato, ma hai una vena creativa che sbagli se la trascuri e la foto oggi va alla grande come linguaggio espressivo ed anche come mezzo di indagine. quindi vai avanti" (tutto ció via sms - olé).

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Vedo un auditorium pieni di dottoroni ed architettoni e tutti ció che fa rima con oni, in attesa di una mia parola, un mio gesto, in attesa che inizi a scoppiettare il mo microfono ed a scorrere il mio powerpoint. Sono al mio primo congresso. Sono in Francia. Parlo in francese durante i pasti, ed inglese sul palco. Il powerpoint fa schifo perché l'ho preparato la notte prima. Mi cago addosso. Parlo alla velocitá della luce per non sforare i maledetti 10 minuti. Le interpreti non mi stanno dietro e smettono di tradurmi. Il tipo mi fa gesti ma non lo vedo. Non sento le domande che mi fanno. Ma é stato un successo comunque.

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E vedo, vedo... troppe cose per un solo post, troppe cose per un solo blog. Vedo i Balcani, vedo la Bosnia, vedo l'Albania. Vedo il piano di riserva piú sorprendente e meraviglioso. Vedo il vero, unico e definitivo Balkan Tour 2008. Ve ne posso solo parlare a quattr'occhi, possibilmente con una birretta ghiacciata e seduti in una veranda poco illuminata. Venite quando volete e vi racconto. Ma la veranda dovete metterla voi.
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jueves, 14 de febrero de 2008


Povero salvadanaio, schiacciato fra la granitica pila dei quaderni degli appunti ad ovest e la collezione di fumetti in esorabile avanzata da est. Mi guarda con la faccia di chi é troppo orgoglioso per chiedere aiuto, ma che sta per cedere. Io gli restituisco lo sguardo ma non muovo un dito: come pretendi che ti aiuti proprio io, che sono nella tua stessa identica situazione? non so cosa fare per te, vecchio. L'unico consiglio che posso darti é di cercare di accomodarti le ossa per riuscire a mantenere l'equilibrio nell'esiguo spazio tra il dovere e l'ozio.
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Ma vorrei aggiungere un appunto.
Oggi una persona mi ha detto che ho una bella vita.
Attenzione: non che faccio la bella vita, ma che ho una bella vita.
Non é da poco.
Ci sto ancora pensando su, ma credo di essere d'accordo con lui.
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lunes, 14 de enero de 2008

...dubbi che si risolvono cosí:

a) iscrivendoti in palestra
b) prendendo una decisione definitiva riguardo al tuo futuro lavorativo
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ed ora vi sorprenderó: ho fatto entrambe le cose.
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ebbene sí, mi sono appena iscritta al dir, sí, proprio io. tonificarsi, questo é l'imperativo (e con questo son giá due buoni propositi centrati).
infatti mi sento giá molto piú in forma, solo per avergli lasciato giú 35 euro a cambio di uno zainetto blu abbastanza merdoso. hop hop!
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ed inoltre: ho deciso, non cambio lavoro. resto dove sto, con la mia scrivania, i miei paki, la mia porta a vetri vista strada, la mia vita da terzo settore. e sono molto piú tranquilla.
sono troppo giovane per chiudermi in uno stanzino grigio in fondo a un corridoio buio in un'ala recondita dell'universitá a fare fotocopie in nome di un progetto prestigioso di cui avrei fatto parte praticamente per sbaglio. vivendo di luce riflessa. piú avanti forse, oggi ho ancora voglia di vedere cosa succede lá fuori.
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sábado, 12 de enero de 2008

Un tranquillo weekend di dubbi esistenziali

Il dottor Alhambra mi ha detto che la mia contrattura cervicale ha due cause che interagiscono fra di loro:
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a) postura incorretta alla scrivania (assunta quotidianamente sul mio attuale posto di lavoro)
b) tensione nervosa da stress (causata dalla possibilitá di accettare un nuovo lavoro)
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Secondo voi, quale delle due cause sceglieró di eliminare per prima?
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Bah, mi rilasseró chiedendo l'ennesima borsa di studio che non si sa mai, e con un videino adorabile di qualche anno fa che ci sta sempre bene.
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(se non lo aveste capito, questo post svela in parte il mistero di quest'altro)
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martes, 8 de enero de 2008

Los comienzos + proponimientos para el año nuevo #2, 3 y 4

Me hacen notar que hace una semana que no escribo nada y, siendo éste el blog más leído de... mi finca (al menos eso creo, porque realmente no se si mis vecinos tienen la misma afición a las bitácoras), me siento en deber de poner al día mis queridos tres lectores sobre el comienzo de mi 2008.
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Y efectivamente es que estaba un poco bloqueada, en el doble sentido del bloqueo del escritor y de las cervicales, que anoche me hicieron ver todas las estrellas del firmamento desde la agonía del sofá. Las energéticas técnicas de masaje de Mari y algo de química me ayudaron a salir de la situación.
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El año nuevo fue recibido en Roma, chez monsieur Snappa, con un festín de comida y vino de li castelli muy digno. Acogimos el 2008 con algo de disimulo, Mr.Pijama y yo, como quien no se ha percatado mínimamente de que es medianoche y no ha caído en que hay que ir a besar a todo el mundo, pese a que se conozca a un décimo de las personas presentes. Bueno, esa era mi teoría, porque mi compadre decía que en fiestas multitudinarias en absoluto hay que felicitarse con todos, sólo con los conocidos, mientras que según yo hay que ir a desearle lo mejor para su vida hasta al perro de la vecina si es que entra en la órbita de nuestros movimiento. De ahí su aplomb y mi ansiedad. Resuelta escondiéndome detrás de un arbusto a la espera de que fueran las 00.10. Estrellitas, petardos y pedopedopedo.
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Superado con elegancia y savoire faire el enésimo tentativo de boicot de viaje en el check-in de ryanair, regresamos de vacaciones el 1 y el 2 ya estaba yo de vuelta en el trabajo. Días de intenso trabajo interno, que me copó mucho más de lo previsto (debido a que correspondió con una fase altamente creativa y proyectual) y que hace que me replantee una serie de ideas que me revoloteaban por la cabeza y que ahora ya no me parecen tan buenas. En cualquier caso, la cosa buena es que al fin al cabo depende todo de mí. Por supuesto, lo malo es que depende de mí.
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Y con una agenda repleta de entregas, deadlines, convocatorias que cierran y al otro día abre una nueva etc., tengo para hacer. El año nuevo pinta laborioso, cuanto menos. Por lo tanto debería estar disponiéndome a la acción ahora mismo. YA. Voy.
Mis uñas crecen, tímidamente, pero crecen.
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Y hablando de buenas intenciones, este año decidí que: retomo el tango sin más, me tonífico y aprovecho mejor mi tiempo. Sería maravilloso si también dejara de fumar, pero vamos, un poco de realismo.

martes, 18 de diciembre de 2007

Stato presente: non pervenuto

Ansia da futuro incerto con alcuni spiragli di luce (ci fidiamo?)
Stomaco stressato causa ansia di cui sopra + lunga serie di birre pre natalizie
Dare notizie intempestive che non faranno felici le persone che le riceveranno non mi piace
Misto di senso di colpa ma
Assoluta necessitá ed importanza di fare un cambio.
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La vita mi ha insegnato (e continua a farlo, maledetta) che un minimo di scaramanzia non guasta, ed oltretutto che é sempre saggio evitare figure barbine.
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Ergo
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Forse fra qualche giorno potró dire qualcosa di piú chiaro e risolvere il mistero di questo post in cui non si capisce un cazzo.
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martes, 11 de diciembre de 2007

In crescendo

(Cosas que se me ocurre pensar mientras espero ir a francés sentada en mi silla del trabajo en una recepción oscura y con los paletas que reparan el bache mirándome raro)
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Será que es oficialmente invierno. Una bajada improvisa de las temperaturas me hace recordar que existen cosas llamadas abrigos y guantes y que pronto las voy a necesitar. Mis labios se rompen en más puntos, mientras comienzo a mentalizarme para el clima siberiano con el que nos incontraremos cuando iremos home for christmas. Es muy de peli gringa, eso del éxodo navideño para reunirse con las familias dejadas miles de kilómetros atrás, la gente encontrándose de casualidad en la cola del check-in y hablando de sus planes para las vacaciones y finalmente despidiéndose con un "feliz navidad!", y no está tan mal en el fondo. También el éxodo electoral es muy interesante, eso lo vivimos el año pasado, pero ese ya suena más a Bianco, Rosso e Verdone.
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Será que hace un tiempo que tengo esta sensación de haber crecido mucho y todo de un golpe. Como cuando a los 14 se te cambia todo el cuerpo y al año siguiente ya ni vos te reconocés. Que me reconozco perfectamente, pero me doy cuenta de que ya es otro estadio de vida y ciertos pensamientos que se asoman con cada vez más frecuencia me hacen sentir como que no puedo perder el tiempo. Cuando uno es adolescente cree vivir en un limbo sin fin, como si todos los cambios que se suceden fueran variaciones sobre el mismo tema de la despreocupación, la no responsabilidad, el hedonismo y la pendejonería. Luego de pronto te cambia la perspectiva y se te asoma esa cosciencia de que todo esto no es para siempre honey, tarde o temprano se acaba. Cada vez se suman más cosas alrededor tuyo que te hablan de lo que tu vida podrá ser un día, y empezás a barajar posibilidades, escenarios de futuro, cuál te gustaría y cuál querés evitar. El presente continuo de tu temprana juventud se vuelve prospéctico y es allí cuando empezás realmente a valorar qué y quién merece o no el esfuerzo. ¿Y saben qué? Ahora me la gozo mucho más.
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domingo, 28 de octubre de 2007

27 + 1

Un pez rojo
Revisando regalitos
Desfase y bajón por el cambio de hora
Buenos proponimientos para evitar remordimientos
Cosas que se tienen que gestar
Un llamado que no recibí
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sábado, 20 de octubre de 2007

Giustificazione di spesa

E' venerdí pomeriggio ed ho deciso di regalarmi una mezza giornata libera perché il mio cervello comincia a dare segni di cedimento. Il programma prevede: manca al corso di francese, due puntate due di Un posto al sole e poi shopping con la Ghegu.
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Alle sei sono in strada, pronta per far lavorare un po' il bancomat.
Sto montando sulla bici quando passano in fianco a me due ragazzini sui 13 anni. Il primo, da dietro di me, lancia un pallone all'altro che mi aveva giá superato.
La palla mi sfiora il ciuffo, lo spostamento d'aria é palese. Al che mi giro verso il lanciatore e gli dico: "La prossima volta dammela in testa". E la risposta é un "Che?" emesso con aria assai straffottente. Rimango un po' basita e ripeto "Che se me la vuoi dare in testa" e mi allontano pedalando di buona lena.
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Pensiero instintivo da vecchia:
"Ma guarda te 'sti ragazzetti che giocano a calcio sul marciapiede"
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Pensiero correttivo da giovane:
"Beh te sul marciapiede ci stai andando in bicicletta"
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Secondo pensiero instintivo da vecchia:
"E poi che impertinente maleducato, invece che chiedermi scusa mi risponde dietro. Quando avevo la sua etá io...."
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Secondo pensiero correttivo da giovane:
"Ueee aspetta un attimo, tu cosa? Dai che stavano solo giocando a calcio, anzi, é bello che la strada si usi anche per questo no? Una botta di vitalitá per Dio"
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Il malessere causato da questo dilemma interiore é stato sanato subito dopo con l'acquisto di una borsa nera in simil-pelle e di una maglia (blusa? casacca?) da giovane ragazza moderna. Mi sono sentita decisamente meglio.
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martes, 25 de septiembre de 2007

cielo grigio su

voglia di:
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pedalare
fare un corso di restauro di mobili
avere voglia di studiare
non avere i pidocchi
grattare cartone nero
essere l'illustratrice che non mi sono mai sforzata di essere

domingo, 1 de julio de 2007

O-oh... (horror vacui)

Non ho ancora capito se cambiare il look al Gabinete é stata una cazzata o no.
Tutto sto bianco... vuoto, freddo... brr!
Forse mi ci devo abituare. E poi comunque non é ancora finito.
Ed il pubblico che dice?
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Lui sembra perplesso, lei decisamente non approva.
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martes, 26 de junio de 2007

Forse, con un po' d'abbronzatura...

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Voglio cambiare il look al Gabinete. Troppo carico ora, troppe cose e poca agilitá. E poi é cosí invernale, no? Ma saró mai cosí audace da osare uno sfondo bianco?
Cosa dite?

jueves, 17 de mayo de 2007

Mi domando

se esiste una tecnica particolare, un'autoanalisi?, un training autogeno?, che mi aiuti a non essere sempre cosí tremedamente scorpione.

jueves, 10 de mayo de 2007

Io non c'ero e se c'ero dormivo.
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Il vero sapiente é chi sa di non sapere (Socrate, V sec. a.C.)
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Chi vive sperando, muore cagando (Serg. Nicola Lo Russo, isoletta dell'Egeo che non conta un cazzo, 1941)
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Lo sospettavo, anzi, nel fondo l'ho sempre saputo. Ma una cosa é quell'intuizione che c'hai ma rispetto alla quale ti mantieni sulla linea del sospetto infondato, un'altra é che ti arrivi la conferma scientifica ed irrefutabile (fino a prova contraria).
La psicologa dice questo.
Ragazzi, mettetevela via perché ormai é assodato: l'intelligenza non aiuta a raggiungere la felicitá. Piú si é consapevoli, piú si é a rischio frustrazione.
Beh, che vi devo dire, fino a qualche giorno fa avrei detto che ero fottuta ma, viste le mie ultime geniali mosse, direi che sono a posto.
Affrontare la vita bella ignara, that's it!
Jihihi...

domingo, 29 de abril de 2007

Más carne para el diván.




DB: Doctor, mire, el hecho es que mi actividad onírica se acceleró mucho últimamente. Esta semana soñe con que ayudaba mi abuela a colgarse de una barandilla desde un cuarto piso y que mi padre por eso me decía que no era más su hija. Que me cruzaba, en una especie de mansión embrujada, con el fantasma de Michael Jackson vestido de Ivy League y que luego venía George Michael e intentaba ligar conmigo. También soñe que nuestro piso tenía un pasillo que no había visto antes y que llevaba a otras habitaciones, era grande el doble y Jairo se cambiaba para un dormitorio con tres camas de matrimonio. Y también sueño mucho con agua: mar, río, laguna sobretodo, y barcos.
D: Mm...
DB: Lo que pasa es que me siento como inquieta y me cambia bastante el humor últimamente. Y a veces pierdo la paciencia como de repente, como con el tema de la limpieza y... ay, no sé, tal vez sea una cuestión de inseguridad y...
D: ...
DB: Sabe, a menudo me encuentro como indignada por ciertas cuestiones y me parece como si todo fuera reducible a un asunto de clases sociales que provoca frustraciones y desajustes en uno y que luego se repercuten en todos los aspectos de su vida, pero seguro que exagero y no es así tan fácil como echarle la culpa a las circumstancias, así que debería tal vez trabajar más mi sentido de la responsabilidad, al fin y la cabo todo depende de mí y quizás sea eso lo que me asusta, no estar a la altura del reto...
D: ___
DB: Es que siento mucho el peso de las aspectativas de mi familia y las mías propias que en el fondo tengo y sería una gran decepción si no lograra ciertos objetivos en la vida, y claro, eso a uno le causa un poco de estrés y será por ello también que estoy un poco estreñida últimamente, tal vez debería desarrollar más mi faceta creativa y dejar que mis emociones tomen una forma sensible para desentrañar el conflicto interior y exorcizar los temores y las angustias, ¿no cree doctor?
D:
DB: ¿Doctor? ¿DOCTOR? Ay pero ¿dónde está?

Just don't know what to do with myself

Falta de inspiración y aturdida como cada domingo por la mañana (no son las 4 de verdad, en mi burbuja es mañana), busco algo para escribir y sin embargo lo único que flota por mi cabeza, junto con las benéficas emisiones de gelocatil 650 (dios bendiga la química), son preguntas preguntas preguntas.
¿cuánto tengo que esperar todavía para aprender a no tomar gin tonic como último trago, que me sienta pésimo?
¿por qué razón cuando trabajo esto parece el Caribe y cuando tengo 4 días de vacaciones el tiempo es un asco?
por consiguiente: ¿esto quiere decir que no me queda otra que ponerme a estudiar? ¿de verdad?
sobretodo: ¿tiene sentido escribir en un blog cuando el resultado es esto?
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Como ven, acá practicamos la duda sistemática.
Alias: primer paso hacia la verdadera sabiduría o, en alternativa, hacia el relativismo extremo --> pérdida completa de credibilidad y abandono de cualquier proyecto a largo plazo --> nihilismo y alcolismo.
(un poco como la historia del porro y la heroina, vamos)

viernes, 16 de febrero de 2007

Ripetuta-ripetuta-ripetutamente, dudas
(br-brr)





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Será que la briza de las 8.30 de la mañana es algo violenta si vas en bici y llegás tarde, será que a estas tempranas horas ya tuve que bancarme un llamado de 15 minutos en catalá con una viejita charlona, pero a veces estoy acá sentada mirando hacia la calle y de pronto me surgen preguntas inquietantes como ésta:



¿es sano (con mi edad) no quejarse del trabajo?


Para que la vida siga sorprendiéndonos, ¿no deberíamos estar siempre insatisfechos con lo que hacemos? ¿No deberíamos rayarnos cada día con el jefe, mentarles la madre a todos los compañeros y tener un ataque todas las veces que escuchamos la voz de buitre de la centralinista? (*)
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(*) al principio era así, pero luego le vas tomando cariño incluso a la Araceli y a su es per vosaltreeeees...

¿Qué opinan? ¿Será paz del alma o ahuevonamiento? Si tuviese uno ¿qué diría mi maestro zen? ¿Qué diría Lenin? ¿Temperancia o rebeldía? ¿Socialismo o barbarie? ¿Solo o cortado?
Y son solamente las 10.31, diosss...
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jueves, 8 de febrero de 2007









Puff. E piano piano mi sgonfio.
La tensione scende, ritrovo il mio tempo libero.
Improvvisamente posso perdere tempo e dedicarmi ad altro.
Anche se dentro mi é rimasta come una specie di frenesia,
lavo i piatti in modo compulsivo, spazzo e rassetto casa.
Basta, stai diventando una massaia nevrastenica. Fermati un momento.
La casa é nuova e ti piace che luccichi, d'accordo, ma cerca di non andare in fissa.
Ti sembra che gli altri non facciano un cazzo? E non farlo neanche tu.
Incrocia le braccia e vedi che succede.
Cosí magari finisci una buona volta quel libro che é due mesi che staziona sul comodino.
Vai a trovare le persone che é tanto che non vedi.
Riposati. Vai al cinema.
Soprattutto, torna a concentrarti su quello che realmente conta e che negli ultimi tempi hai perso tanto di vista.
Lui, ad esempio.
L'ho trascurato moltissimo ultimamente, lo ammetto.
Trovavo il tempo per fare tutto, ma arrivata alla fine della giornata crollavo come una merda secca. Ogni spazio occupato da altre cose, cercavo di ritagliargli dei buchetti illudendomi che fosse abbastanza. Quando so benissimo che non ci si puó accontentare dei resti, neanche lui puó farlo. Vuole dedicazione assoluta e come possiamo dargli torto?
Cosicché ieri mi sono presa tutta la giornata per stare con lui. Telefono spento, non ci sono per nessuno.
Cosa serve piú che una coperta rossa e un paio di filmetti per essere felici? Il resto lo mettiamo io e te. Mi lascio scivolare tra le tue braccia come da tanto non facevo.
Braccia. Braccioli. Che morbidi. Non resisto piú...

Divano dolce divano, come ho potuto stare cosí tanto lontana da te?
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jueves, 4 de enero de 2007

Sigue buscando

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"Cuando el tal Feng estaba a punto de morir, [...] dijo: 'He visto morir con mis propios ojos a los maestros acostados o sentados, pero no de pie. Conocen ustedes a maestros que hayan fallecido de pie?' Los monjes dijeron: 'Sì, hemos sabido de casos'. 'Y conocen ustedes a alguien que haya muerto haciendo la vertical?' 'No, jamàs hasta el presente', le respondieron. Entonces, Feng hizo la vertical y muriò".
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D.T. Suzuki
Ensayos sobre el Budismo Zen.
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Pd: y ya que estamos con el tema, me pregunto còmo es que hubo no una, sino 5 personas que accedieron a mi blog al haber introducido en google la frase "hibernar japones sopa pelvis". Sopa pelvis???? Por no hablar del tarado que buscò "mujer choreando sangre sensual". Con dos r's, huevòn.
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