viernes, 5 de marzo de 2010

Tutto procede come previsto


Ovvero, nevica.
Quindi me ne sto per lo piú a casetta a farmi zuppe e a vigilare che la gatta non tenti il suicidio.
Ogni tanto passeggio, come stamattina. Breve giro per ritrovare le mahale, qualche foto innevata, acquisto di un nuovo paio di priglavke (ovvero calzettoni lanosi da casa, indispensabili d'inverno, come giá ho avuto modo di dichiarare).
Non ho fretta, mi lascio impregnare poco a poco di nuovo da questa cittá, il resto verrá.

Polaaaaaako*


* lentamente, con calma
.

miércoles, 3 de marzo de 2010

Landed


Atterrata di nuovo in conca. Il tempo fa schifo, freddo ed uggioso, ma io sono felice lo stesso. La conca é la conca, e te ne rendi subito conto intravedendo le prime casette fosforescenti dall'aereo, e poi chiaccherando con il tassista venendo dall'aeroporto.

Arriveranno ulteriori notizie balcaniche, e giuro che stavolta m'impegno.
In ogni caso, evo me kantone!
.

martes, 23 de febrero de 2010

Io amo cercare titoli

Idee venute fuori stamattina per un articolo da presentare a un congresso:


- Šta ima? what's new in Sarajevan cityscape

-
Sarajevo through the eye of the anthropological sniper

- Forgetting the war: which war?

- Rakija and the city: a theoretical justification of why I am there and how I am getting paid for it

-
Theoretical and practical approaches to state-funded binge drinking: the Fu-Fu theory

-
From ruins to plexiglass: how to destroy a beautiful city

- Once were warriors, now they're illegal builders

- From kalashnikovs to concrete: a balcanic apocalypsis

-
Reflections on Sarajevo: local understandings of the use of mirrored glass

- Can't get enough: bosnians & plexiglass (a love story)

-
Screw you hippies: how Sarajevo is planning its own future and trying to get rid of all those parassites

-
Gas Gas: where is Sarajevo going?


(quotes from Sir Dani Oliver & Dra Boop)




domingo, 21 de febrero de 2010

E' nata Asia!


Annuncio semplice ma imponente quest'oggi! La sera del 17 febbraio 2010 la mia amica Vale mi ha reso zia acquisita ed orgogliosa di una fagiola di 3 chili e mezzo!

Asia, nata sotto il segno dell'Acquario. Attendendo di sapere sotto quali auspici (provvederemo), sprizziamo gioia da tutti i pori, brindiamo con entusiasmo cercando di entrare tutti nella foto - impossibile - e ricordiamo alla mamma che tutti quei dolori lí sono il "mal desmentegón", come diceva la mia nonna, che ne ha scodellati 5 e ne sapeva.

jueves, 18 de febrero de 2010

Una rima

"Se quella notte, per un divin consiglio,
la Donna Rosa, concependo Silvio
,
avesse dato ad un uomo di Milano
invece della topa il deretano...
l'avrebbe preso in culo quella sera,
sol Donna Rosa e non l'Italia intera"

(Autore ignoto)

Amen

miércoles, 10 de febrero de 2010

Ci si comincia a gasare

L'ultimo post mi ha fatto venire in mente una cosa: questo blog ha una sezione "annunci ufficiali", cosí, perché mi piace strombazzare in rete le ultime notizie. E di annunci ufficiali ce ne sarebbero altri, quest'oggi, quindi aprofittiamone.

Parlando di progetti vari ed eventuali, vorrei comunicare ai miei fedelissimi tre lettori che ho un sito internet. Una pagina web mia. E perché, che te ne fai? Bah, non ne sono ancora sicura, ma direi che l'idea é usarlo come una specie di biglietto da visita per mostrare quel che faccio (essendo io l'artista polifacetica, l'intellettuale multidisciplinare e la teorica 4x4 che voi tutti conoscete), se qualcuno mai dovesse chiedermelo.

Ecchelo qua, su Flavor:



Il secondo annuncio é di altra natura: ho il biglietto, l'1 marzo (con arrivo il 2, via Köln) riparto per Sarajevo. Balcano mio, here I come.

Nuovo progettino (ino-ino)



La Doctora Boop é una cosí assidua aggiornatrice di blog da aver deciso che uno forse le sta stretto, e che fosse il caso quindi di aprirne un secondo. Saggia e lungimirante. Ma tant'é.
Per lo meno si tratta di un blog esclusivamente fotografico, il che farebbe supporre che abbia imparato qualcosina dai precedenti errori.

Gente, vi presento The inner city, su Tumblr.


(sí, in inglese. uazzaganara)

domingo, 31 de enero de 2010

Sesso sicuro

Lo posto pure qua perché pare che feisbuc prima o poi censuri questo tipo di cose. Invece é geniale.

domingo, 17 de enero de 2010

Orizzontalitá


Non é che pensi di rimediare a mesi di silenzio con una valanga di post in un giorno solo semplicemente perché non ho niente da fare. Ma ammettiamo che una giornata intera passata nella medesima posizione (quella che vedete nella foto: letto, piumone, cuscino dietro la schiena, pc) é il metodo piú efficace e scontato per risvegliare le mie antiche aspirazioni bloggheristiche. Quando hai controllato la mail tre volte, occhieggiato facebook per una mezz'oretta buona, letto il giornale, girovagato un po' su flickr e guardato 3 episodi del tuo telefilm del momento, rimane poco altro da fare se non si vuole cambiare posizione e si é ancora troppo appannati per leggere un libro. Ma anche navigare distrattamente nelle pagine altrui aiuta a ritrovare un po' la voglia, specialmente quando ti imbatti in sorprese interessanti.
Ho scoperto ad esempio che ha un blog la mia amica Fabiola, da sei mesi in Madagascar per fare lavoro di campo: l'ho letto tutto d'un fiato e non vedo l'ora che torni per dirle quanto mi é piaciuto. Mi ha anche fatto sentire un po' in colpa, devo dire, perché é il tipo di blog che avrei voluto tenere quando stavo a Sarajevo, ma che per varie ragioni, tra cui ammetto, un'enorme pigrizia, non ho scritto.
Mi sono pure imbattuta nel blog di Steph Goralnick, uno dei contatti in flickr a cui sono piú affezionata. Tra l'altro il primo (e finora, ultimo) che abbia avuto occasione di conoscere nella vita reale: qui sotto la testimonianza dell'avvenuto incontro, lo scorso maggio, fra la Doctora e Miss Sgoralnick from Brooklin


(foto by sgoralnik)

Introducing: la gatta


Non avevo ancora avuto modo di parlarne, vista la scarsa attenzione che dedico a questo blog, ma ora che la mia vita domestica si é di colpo riempita di miagolii, sfregamenti e lamentazioni di sconsolato animale domestico in calore confinato nelle quattro fatiscenti pareti del nostro appartamento, mi sembra opportuno dedicare due righe alla presentazione ufficiale di Pícara, ovvero, La Gatta.
Il suo arrivo é stato l'ultimo dei radicali cambiamenti che aveva in serbo per me il fatidico anno 2009. Ho sempre pensato che una casa non é veramente una casa senza una presenza felina, ma un po' perché le mie mozioni non hanno mai ottenuto l'unanimitá dei consensi nei miei precedenti domicili, un po' perché non ce n'é stata l'occasione, il felino non era mai arrivato. Ma appartamento nuovo (penultimo cambio radicale del fatidico anno 2009), e come si dice, vita nuova. A un amico di un'amica avanza una gatta. E' buona, é brava, vedrete. Solo due voti da raccogliere. Unanimitá immediata, e periodo di prova di due settimane superato a pieni voti dopo la prima mezz'ora. Ovviamente al momento non stava attraversando il doloroso calore con cui ci delizia ora, ma come darle torto. Una ragazza ha le sue esigenze.

Mi boheme #2


también conocida como La casa en la Pradera de la D.ra Boop.

Equipamiento básico para una tarde de estudio en casa, en mi cuarto para más precisión, donde la temperatura media en enero baja a niveles árticos:

- dobles medias, las normales más mis calcetines bosnios de andar por casa, hechos a mano en lana bálcanica testada para los climas más rígidos;
- bufandón;
- manta para tapar las piernas y cubrir la panza;
- té o infusión;
- mecedora para mantener en movimiento las articulaciones evitando así que se atrofien por el frío, especialmente los tobillos.

(foto hecha por cami)

martes, 12 de enero de 2010

Mi boheme

bzz bzz
estamos transmitiendo desde el polo

la cabrona de la vecina se llevó la estufa diciendo que nos la había prestado (que no regalado) y que la suya funciona mal y la necesita. stop.

además se nos acabó una de las bombonas y el butanero ha desaparecido. estoy vigilando al lado de la ventana envuelta en dos mantas pero nada se vislumbra al horizonte. stop.

me cagaría en todo si no fuera que destaparme el orto conllevaría congelamiento inmediato del mismo. stop.

bzz bzzz...

lunes, 28 de diciembre de 2009

Riconosciamolo

Facebook killed the Blogspot stars

jueves, 5 de noviembre de 2009

Breve balance de un retorno

[escluyendo, por obvias razones, a las personas, y sin hablar del tiempo]

7 cosas que me hacen feliz de haber vuelto a Barcelona:

- ir de nuevo en bicicleta
- retomar la buena costumbre de separar y reciclar la basura
- tener un piso que siento verdaderamente mío
- el jamón
- las aceras y las zonas peatonales
- hablar con los vecinos y escuchar que vive alguien alrededor mío
- saber que ahí cerquita, aunque no lo vea, hay mar

7 cosas que extraño muchísimo de Sarajevo:

- todos los productos de panadería, especialmente el somun con kajmak
- escuchar a los muecines 5 veces al día
- poder escaparse de la ciudad y estar en el monte en tan sólo 10 minutos de coche
- la rakija
- tener una terraza con vistas
- las verduras que saben a verduras y el agua que sabe a montaña
- hablar bosnio

martes, 1 de septiembre de 2009

Lettera aperta

a Claudia Tosi, regista del documentario "Mostar United", che ha chiuso il XVº Sarajevo Film Festival.



Ciao Claudia,

mi permetto di mandarti un messaggio qui perché avrei un paio di osservazioni da farti sul tuo documentario "Mostar United". Innazitutto mi presento, mi chiamo Caterina, sono antropologa ed attualmente vivo a Sarajevo, dove ho avuto modo di assistere alla proiezione durante il festival del cinema un paio di settimane fa. Premetto anche che dette osservazioni non te le ho fatte durante il dibattito in sala perché non mi piace parlare in pubblico, e comunque ci dovevo pensare un po' su.

Partiamo dal presupposto quindi che il tuo film fa pensare, il che credo che di per sé sia giá un bel traguardo. Ora, il film mi é piaciuto sia dal punto di vista tecnico, sia per la delicatezza con cui hai seguito i protagonisti, il risultato é sicuramente accattivante. Un buon lavoro, quindi; ma. Ovviamente ci sono dei ma, e mi son sentita di scriverti per comunicarteli, perché io vorrei che lo facessero con me. Feedback, beneamato.

Allora, il problema fondamentale é che mi é mancato mezzo film. Mezza Mostar non c'é, la parte croata voglio dire. O meglio, ci sono degli ultrá che gridano inni ustasha e che fanno a pezzi la mano di un ragazzino. Sinceramente, non credo che ci sia bisogno di ripetere stereotipi, e nel caso della Bosnia lo stereotipo del musulmano buono e del croato-ustasha/serbo-chetnik cattivo é giá trito e ritrito, ed ha fatto anche abbastanza danni mi sembra. Purtroppo il tuo lavoro mi é sembrato rafforzare questi stereotipi, piú che criticarli o comunque dotarli di un contesto affinché un pubblico internazionale che non conosca l'idiosincrasia di Mostar possa comprendere la situazione.

Una signora del pubblico ti ha giá fatto quest'osservazione, e quando ha ribadito il concetto la gente in sala ha cominciato a lamentarsi, il che l'ho trovato abbastanza pessimo da parte loro. Mi aspettavo un po' piú di spirito critico dal colto pubblico sarajevita.
A quella signora hai risposto che non hai mostrato la parte croata per "esigenze di copione". Ma il copione l'hai scritto tu se non sbaglio: il che va bene, é una scelta come un'altra, solo che andrebbe difesa un po' di piú allora. Non basta dire "ma vi assicuro che quello con cui parlava per telefono é croato, e sono amiconi", innanzitutto perché me lo stai dicendo tu ma io non l'ho visto dal film, e poi perché non sempre si ha la fortuna di poter chieder chiarimenti all'autore dopo una proiezione.

Il fatto é che ci sono due cose che mi preoccupano particolarmente. La prima, come dicevo piú su, é che un pubblico internazionale non familiarizzato con la situazione di Mostar e della BiH si puó fare un'idea un po' falsata vedendo questo film: i musulmani che cercano di ricucire gli strappi e di tornare ad una pacifica convivenza, mentre i croati si trincerano dietro il loro nazionalismo becero ed aggressivo. Secondo, gli effetti che puó avere sul pubblico locale: suppongo che parte della popolazione di Mostar sará estasiata dall'immagine che ne viene data, ma posso anche immaginare che l'altra parte si sentirá esclusa e/o attaccata, il che potrebbe fomentare ulteriormente il sentimento di vittimismo e rancore della parte croata.

Capisco che siano temi spinosi ed oltretutto non deve essere stato facile girare lí, accedere ai protagonisti etc. Ma mi pare che si sarebbe potuto fare qualche sforzo in piú, se davvero l'obiettivo era mostare una Mostar se non unita, almeno desiderosa di riuscire ad esserlo di nuovo prima o poi. Io non ho visto nessuna unitá: é parecchio indicativo quel che dice il giovane protagonista sulla situazione nelle scuole, i programmi separati, etc. A proposito, giá che sei riuscita ad entrare nella scuola e a filmarci dentro, un paio di immagini ed interviste ad alunni croati ci sarebbero state bene.

Davvero, non voglio affondare il tuo film, é veramente ben fatto; solo, credo che gli manchi un pezzo fondamentale. Spero che non ti offenderai per questa intrusione. Facciamo lavori simili e so bene come il feedback sia fondamentale per continuare a progredire, prendila in questo modo.

Ti mando i miei migliori saluti, e buona continuazione con il tuo lavoro

Caterina